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mercoledì 8 febbraio 2012

Il monaco e la donna

Due monaci buddisti, in cammino verso il monastero,
incontrarono sulla riva del fiume una donna molto bella.
Come loro, ella desiderava attraversare il fiume,
ma l'acqua era troppo alta. Così uno dei due monaci
se la pose sulle spalle e la portò all'altra sponda.
Il monaco che era con lui era scandalizzato.
Per due ore intere lo rimproverò per la sua negligenza
nel rispettare la santa regola: aveva dimenticato che era un monaco?
Come aveva osato toccare una donna?
E peggio, trasportarla attraverso il fiume?
E cosa avrebbe detto la gente?
Non aveva screditato la loro santa religione?
E così via.
Il monaco rimproverato ascoltò pazientemente l'interminabile predica.
Alla fine lo interruppe dicendo:
«Fratello, io ho lasciato quella donna al fiume.
Tu la stai ancora portando con te».

(Storiella Zen)

venerdì 11 novembre 2011

Scoprire il silenzio


Imparare a scoprire il silenzio e riuscire a dedicargli una parte del nostro tempo è il modo per arrivare a sé e ritrovare quelle emozioni delicate, la compassione, l’empatia, la tenerezza, l’amore, che sono la chiave d’accesso alla felicità. La meditazione ha cambiato la mia vita e quella di tante altre persone. Ci sono varie forme di meditazione. Nella Meditazione Trascendentale di Maharishi Mahesh Yogi, fondata sull’antica Scienza Vedica, è possibile trovare la strada per individuare le “emozioni tossiche” che proviamo, e dalle quali siamo internamente controllati, e liberarcene.
Queste emozioni sono: la rabbia e il rancore, la paura e l’ansia, il senso di colpa e, infine, la depressione. L’origine di queste emozioni è comune e riconducibile a un bisogno umano primario che non è stato soddisfatto. Può trattarsi di qualcosa che ha compromesso la nostra integrità fisica, o la sicurezza materiale, i nostri sentimenti di amore e appartenenza, la nostra autostima, la nostra creatività o il nostro senso dello scopo superiore. In ogni caso quando non riusciamo a gestire il dolore, questo non ci abbandona, sottoforma di ricordo nel caso del rancore, sottoforma di anticipazione nel caso dell’ansia, diretto contro noi stessi nel caso del senso di colpa (la depressione è, invece, l’esaurimento delle energie conseguente all’incapacità di gestire il dolore).
Tutte queste emozioni sono concretamente tossiche per il nostro organismo e rappresentano la causa principale di morte prematura, ad esempio nel caso delle malattie cardiovascolari, direttamente riconducibili al rancore.
Attraverso la pratica quotidiana della meditazione è possibile liberarsi emozionalmente: individuando le “emozioni tossiche” provate, risalendo al desiderio insoddisfatto, riconoscendosi il solo responsabile delle proprie emozioni, esprimendo e descrivendo il proprio stato d’animo e, quindi, realizzando il Sutra Moksha –
Io sono emozionalmente libero. E solo liberandosi emozionalmente è possibile coltivare la sincronicità e il SincroDestino.

(Deepak Chopra)

giovedì 28 luglio 2011

Il Nazareno


Il Nazareno non era un debole! Era forte, ed è forte!
Ma la gente si rifiuta di capire il vero significato della forza.
Gesù non ha vissuto una vita timorosa, né è morto soffrendo o lamentandosi…
Ha vissuto da Maestro. E’ stato crocefisso come un Crociato.
E’ morto con un eroismo che ha spaventato i suoi persecutori e assassini.Gesù non era un uccello dalle ali spezzate. Era un’impetuosa tempesta che spezza le ali distorte.
Non temeva né persecutori né nemici. Non ha sofferto davanti ai suoi assassini.
Era libero, coraggioso e audace. Ha sfidato i despoti e gli oppressori.
Ha visto le pustole purulenti e le ha estirpate … Ha imbavagliato il Male, ha schiacciato la falsità, ha soffocato la malignità.
Gesù non è giunto dal cuore del cerchio di Luce per distruggere le dimore umane e costruire sulle loro rovine conventi e monasteri. Non ha convinto l’uomo forte a farsi monaco o prete, ma è venuto su questa terra per propagare uno Spirito novello, con il potere di minare le fondamenta di ogni monarchia fondata sulle ossa e crani umani … E’ venuto per distruggere i palazzi maestosi, edificati sulle tombe dei deboli, per abbattere gli idoli eretti sui corpi dei poveri.
Gesù non ci è stato inviato per insegnare al popolo come costruire sontuose chiese e magnifici templi in mezzo a capanne fredde e fatiscenti e tristi tuguri …
E’ venuto per trasformare in tempio il cuore dell’uomo, in altare la sua anima ed in sacerdote il suo Spirito.
Questa è stata la missione di Gesù di Nazareth, e questi sono gli insegnamenti per i quali è stato crocefisso.
Se l’umanità fosse saggia, sorgerebbe e canterebbe a squarciagola un inno di conquista e di trionfo.

Estratto sul Cristo di Khalil Gibran
da “I segreti del cuore”

venerdì 24 giugno 2011

FRASI PER RIFLETTERE


 
Non si può insegnare niente ad un uomo: si può solo
aiutarlo a trovare la risposta dentro se stesso.  
(Galileo Galilei)

La verità è una terra sconosciuta.
(Frederich Nietzshe)

La conoscenza arriva, ma la saggezza rimane.
(Alfred Tennyson)

Tutto ciò che  occorre lo trovi
in te stesso.
(Fun  Chang)

Tutto deriva dall’amore, anche quando non sembra.
(Anonimo)

In realtà non distruggo un nemico, quando
lo converto in mio amico? 
(Abraham Lincoln)

Per essere soddisfatto con le cose semplici,
bisogna avere un’anima grande.
(Arthur Graf)

Nessuno può farti sentire
inferiore senza il tuo consenso.
(Eleanor Roosevelt)

Tutte  le battaglie, comprese quelle che perdiamo,
servono ad insegnarci qualcosa.
(Paulo Coelho)

L’incontro fra due personalità è come il contatto fra due
sostanze chimiche: se c’è una reazione, entrambe si
trasformano.
(Carl G. Jung)

Nessun uomo è un’isola completa in se stessa;
ogni uomo è un frammento del continente.
(John Donne)

L’allegria e la sofferenza sono inseparabili,
arrivano insieme e quando una si siede al tuo tavolo,
ricorda che l’altra sta dormendo nel tuo letto.
(Khalil Gibran)

domenica 1 maggio 2011

Uomo del nostro tempo!


Uomo che vivi immerso nel mondo, credendo di padroneggiarlo
mentre forse ne sei preda, Cristo ti libera da ogni schiavitù per
lanciarti alla conquista di te, all'amore costruttivo e proteso al bene;
amore esigente, che ti fa costruttore, non distruttore del tuo domani,
della tua famiglia, del tuo ambiente, della società intera.
Uomo del nostro tempo! Solo Cristo Risorto può appagare pienamente
la tua insopprimibile aspirazione alla libertà! Dopo le atrocità di due
guerre mondiali e di tutte le guerre che, in questi cinquant'anni,
spesso in nome di ideologie atee hanno mietuto vittime e seminato
odio in tante Nazioni; dopo gli anni delle dittature che hanno privato
l'uomo delle sue libertà fondamentali, si sono riscoperte le vere
dimensioni dello spirito, quelle che la Chiesa da sempre promuove
rivelando in Cristo la vera statura dell'uomo. Uomo del nostro tempo!
Cristo ti libera dall'egoismo per chiamarti, alla condivisione ed
all'impegno alacre e gioioso per gli altri. Sono stato nel Sahel africano
e ho visto la sabbia che sommerge i villaggi, asciuga i pozzi,
brucia gli occhi, ischeletrisce i bambini, paralizza le giovani forze,
reca disperazione, inedia, malattia e morte.
Morte di fame e di sete. Uomo di oggi! Nazioni ricche della civiltà
opulenta! non siate indifferenti a tanta tragedia prendete coscienza
sempre più viva di aiutare quelle popolazioni che lottano ogni giorno
per la sopravvivenza.

Preghiera di G.Paolo II
(Karol Józef Wojtyła)

lunedì 8 marzo 2010

L'Amore afferma.




L'amore afferma:

"Io ti accetto cosi come sei.
Considererò il bene tuo al pari del mio."
Hai la minima idea della forza di questa affermazione?
A ogni persona a cui ti rivolgi in questo modo,
offri la liberazione dal dolore.

E offrendola a un altro, la offri a te stesso.
Se non cerchi l'uguaglianza con gli altri,
non imparerai mai come dare amore senza condizioni.
Se non offri uguaglianza, non imparerai mai
come ricevere amore incondizionato.
Quello che cerchi troverai.
Ciò che offri, lo riceverai in cambio.

La legge non è cambiata.


(Paul Ferrini)

lunedì 10 agosto 2009

Sussurri per voi


L'uomo sussurrò: "Dio, parlami!" ....
ed un'allodola cantò.
Ma l'uomo non la sentì

Allora l'uomo gridò: "Dio, parlami!" ....
ed il tuono rumoreggiò nel cielo.
Ma l'uomo non l'ascoltò.

L'uomo si guardò intorno ed implorò:
"Dio, lascia che io ti veda!"....
ed una stella risplendette luminosa.
Ma l'uomo non la vide.

Poi l'uomo disse: "Dio, mostrami un miracolo!" ....
e nacque una nuova vita.

Ma l'uomo non se ne accorse.
Infine, l'uomo, disperato, gridò: "Dio,
toccami e fammi sapere che ci sei!"
Al ché Dio si chinò e toccò l'uomo.
Ma l'uomo scacciò la farfalla e si allontanò

Ritengo che questo sia uno splendido modo per
ricordare che Dio è sempre accanto a noi
nelle piccole e semplici cose che diamo per
scontate .. anche nella nostra era elettronica.
Così, aggiungerei ancora una cosa:
L'uomo implorò: "Dio ho bisogno del tuo aiuto!" ...
ed arrivò un'email con buone notizie
e parole d'incoraggiamento.
Ma l'uomo la cancellò e continuò a piangere.

Non perdetevi una benedizione soltanto perché
non vi viene presentata come vorreste.
Guardatevi invece intorno con consapevolezza
e scoprirete Dio in ogni cosa!


(James Tipton)

venerdì 3 luglio 2009

La felicità nascosta


Non siete giustificati d'essere tristi quando la vostra tristezza
è dovuta a motivi egoistici. Mi direte di avere valide ragioni
per essere infelici, perché incontrate solo fallimenti e non
vedete un vero avvenire davanti a voi.
Ebbene, vedete male: i giorni si susseguono e non si rassomigliano,
e anche se oggi il sole è nascosto dalle nubi, domani lo vedrete sorgere e tutto vi sorriderà.
«Sì - diranno alcuni - ma io sono già vecchio. Cosa posso sperare?»

Non sapete che un giorno tornerete di nuovo sulla terra come un bambino a cui tutte le speranze sono permesse e che ricomincerete una nuova vita, arricchita delle esperienze del passato?

Un altro si lamenta: «Ero ricco e ho perduto tutto!»
Ma potrete riguadagnare quelle ricchezze,
chi ve lo impedisce? «Ho perduto degli esseri che amavo.»

Se li avete amati veramente, li ritroverete.

Esistono risposte a tutti gli argomenti che la tristezza vi presenta.
Non bisogna sempre insistere sulla debolezza, sul dispiacere,
sulla fatica, sui fallimenti, sulle perdite.
Tutto si risolve quando si chiamano in aiuto l'amore,
la saggezza e la verità.

(Omraam Mikhaël Aïvanhov)

martedì 14 aprile 2009

Se…


Se…

Se riesci a conservare il controllo quando tutti
Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti
Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall'odio,
E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;
Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;
Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
E trattare allo stesso modo quei due impostori;
Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,
E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;
Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
E non dire una parola sulla perdita;
Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tener duro quando in te non resta altro
Tranne la Volontà che dice loro:"Tieni duro!".

Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,
E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
Se non riesce a ferirti il nemico né l'amico più caro,
Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;
Se riesci a occupare il minuto inesorabile
Dando valore a ogni minuto che passa...

Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
E - quel che è di più - sei un Uomo, figlio mio!

 
(Joseph Rudyard Kipling)

sabato 21 febbraio 2009

Il silenzio del cuore


"Il silenzio è l'essenza del cuore. Puoi essere nel tuo cuore se hai perdonato te stesso e gli altri. Puoi essere nel tuo cuore solo senza rabbia o preoccupazioni. Puoi essere nel tuo cuore se respiri senza affanno. Quando il respiro è affannoso, il pensiero è guidato dalla paura e dall'ansia. I tuoi stati mentali affondano le loro radici nel passato o nel futuro. Sei concentrato su ciò che fanno altre persone, su come puoi compiacerle o su come proteggerti dalle loro azioni. Praticamente stai innalzando una fortezza di pensieri attorno al tuo cuore. Respira profondamente e riportati nel tuo cuore. Se non farai ritorno al tuo cuore, non riuscirai a vivere con compassione. Questo è l'unico modo per vedere il mondo con chiarezza e senza esagerazioni o esasperazioni. Quando sei nel tuo cuore, ti trovi nel silenzio da cui proviene ogni suono. Come una barca sul mare, senti il mormorio delle onde sotto di te. E ti muovi con le onde, ma sai che non sei l'onda. I pensieri vanno e vengono, eppure tu sai che non sei i tuoi pensieri. Adesso sei nel flusso e riflusso della marea, essendo consapevole del contrarsi e l'espandersi del pensiero puoi rimanerci dentro o uscirne, secondo la tua volontà. Al di sotto della mente pensante c'è una consapevolezza pura che non giudica. Quando tu scopri questa consapevolezza entri nel tuo cuore. Allora darai e riceverai senza sforzo alcuno".


(Paul Ferrini)

giovedì 12 febbraio 2009

La miniera



Ogni posto è una miniera. Basta lasciarsi andare. Darsi tempo, stare seduti in una casa da tè ad osservare la gente che passa, mettersi in un angolo del mercato, andare a farsi i capelli e poi seguire il bandolo di una matassa che può cominciare con una parola, con un incontro, con l'amico di un amico di una persona che si è appena incontrata e il posto più scialbo, più insignificante della terra diventa uno specchio del mondo, una finestra sulla vita, un teatro di umanità davanti al quale ci si potrebbe fermare senza più bisogno di andare altrove.
La miniera è esattamente là dove si è: basta scovare.

(Tiziano Terzani da "Un indovino mi disse")

venerdì 30 gennaio 2009

Momenti preziosi


... ci sono giorni nella vita in cui non succede niente,


giorni che passano senza nulla da ricordare,
senza lasciare una traccia, quasi non fossero vissuti.
A pensarci bene, i più sono giorni così,
e solo quando il numero di quelli che ci restano si fa
chiaramente più limitato, capita di chiedersi come sia stato possibile
lasciarne passare, distrattamente, tantissimi.
Ma siamo fatti così: solo dopo si apprezza il prima
e solo quando qualcosa è nel passato ci si rende
meglio conto di come sarebbe averlo nel presente.

Ma non c'è più.

(Tiziano Terzani)

venerdì 16 gennaio 2009

Continuità



Nulla è mai veramente perduto, o può essere perduto, nessuna nascita, forma, identità - nessun oggetto del mondo, né vita, né forza, né alcuna cosa visibile; l'apparenza non deve ingannare, né l'ambito mutato confonderti il cervello.Vasti sono il tempo e lo spazio - vasti i campi della Natura. Il corpo lento, invecchiato, freddo - le ceneri rimaste dai fuochi di un tempo, la luce degli occhi divenuta tenue, tornerà puntualmente a risplendere; il sole ora basso a occidente sorge costante per mattini e meriggi; alle zolle gelate sempre ritorna la legge invisibile della primavera, con l'erba e i fiori e i frutti estivi e il grano.

(Walt Whitman)

martedì 6 gennaio 2009

Se tornassi a vivere


Qualcuno mi ha chiesto giorni fa se, potendo rinascere,
avrei vissuto la vita in maniera diversa. Lì per lì ho risposto di no, poi ci ho pensato un po' su e... Potendo rivivere la mia vita, avrei parlato meno e ascoltato di più. Non avrei rinunciato a invitare a cena gli amici soltanto perché il mio tappeto aveva qualche macchia e la fodera del divano era stinta. Avrei mangiato briciolosi panini nel salotto buono e mi sarei preoccupata molto meno dello sporco prodotto dal caminetto acceso. Avrei trovato il tempo di ascoltare il nonno quando rievocava gli anni della sua giovinezza. Non avrei mai preteso, in un giorno d'estate, che i finestrini della macchina fossero alzati perché avevo appena fatto la messa in piega. Non avrei lasciato che la candela a forma di rosa si sciogliesse, dimenticata, nello sgabuzzino. L'avrei consumata io, a forza di accenderla. Mi sarei stesa sul prato con i bambini senza badare alle macchie d'erba sui vestiti. Avrei pianto e riso di meno guardando la televisione e di più osservando la vita. Avrei condiviso maggiormente le responsabilità di mio marito. Mi sarei messa a letto quando stavo male, invece di andare febbricitante al lavoro quasi che, mancando io dall'ufficio, il mondo si sarebbe fermato. Invece di non veder l'ora che finissero i nove mesi della gravidanza, ne avrei amato ogni attimo, consapevole del fatto che la cosa stupenda che mi viveva dentro era la mia unica occasione di collaborare con Dio alla realizzazione di un miracolo. A mio figlio che mi baciava con trasporto non avrei detto: "Su, su, basta. Va' a lavarti che la cena è pronta". Avrei detto più spesso: "Ti voglio bene" e meno spesso: "Mi dispiace"... ma soprattutto, potendo ricominciare tutto daccapo, mi impadronirei di ogni minuto... lo guarderei fino a vederlo veramente.., lo vivrei... e non lo restituirei mai più.

(Enna Rombeck)


Ogni istante che Dio ti dona è un tesoro immenso. Non buttarlo. Non correre sempre, alla ricerca di chissà quale domani. "Vivi meglio che puoi, pensa meglio che puoi e fai del tuo meglio oggi. Perché l'oggi sarà presto il domani e il domani sarà presto l'eterno"

(A. P. Gouthey).

tratto da: Bruno Ferrero, Il canto del grillo, Elledici 1990

sabato 3 gennaio 2009

Progettare il futuro

"La vita: tutto ciò che ci accade mentre
siamo intenti a progettare il futuro."
"Tutti noi odiamo il nuovo. Lo odiamo davvero.
E prima affrontiamo questo fatto, meglio sarà."
"Volete cambiare il mondo?
Che ne dite di cominciare da voi stessi?
Che ne dite di venire trasformati per primi?
Ma come si ottiene il cambiamento?
Attraverso l'osservazione. Attraverso la comprensione.
Senza interferenze o giudizi da parte vostra.
Perché quel che si giudica non si può comprendere."

(Anthony De Mello)

mercoledì 31 dicembre 2008

Celebrando l’anno che si conclude.


Il guerriero ha vissuto tutti i giorni dell’anno che è passato e anche se ha perduto delle grandi battaglie, è sopravvissuto ed è ancora qui. Questa è una vittoria. Una vittoria che è costata momenti difficili, notti di dubbio, interminabili giorni di attesa. Sin dai tempi antichi, celebrare un trionfo fa parte del rituale stesso della vita.

(Tratto dal 'Guerriero della Luce')

sabato 20 dicembre 2008

Verità


“Noi riteniamo che le seguenti verità 
siano di per sé stesse evidenti, 
che tutti gli uomini sono stati creati uguali, 
che essi sono stati dotati dal loro Creatore 
di alcuni Diritti inalienabili, 
che fra questi sono la Vita, 
la Libertà e la ricerca della Felicità.”

(Martin Luther King)

domenica 7 dicembre 2008

Vivere



Vivere significa sporcarsi le mani.
Vivere significa buttarsi con coraggio.
Vivere significa cadere e sbattere il muso.
Vivere significa andare al di là di voi stessi.. tra le stelle.
Noi possiamo trasformare la disperazione in speranza,
e questa è una magia.
Possiamo asciugare le lacrime e sostituirle con sorrisi.
Molti di noi cercano se stessi qui, alla luce.
Non troverete quello che cercate.
Dovete mettervi carponi dentro,
dove qualche volta c'è un buio spaventoso,
e scoprire cose meravigliose su voi stessi.

(Leo Buscaglia)

martedì 2 dicembre 2008

Essere o avere



Per tanti anni ho lavoratosolo per diventare ricco, ho dedicato tutta la mia vita al denaro,ho sognato ville in campagna,auto costose e abiti firmati ... Ho sognato consigli d'amministrazione, quotazioni in borsa, fabbriche da dirigere, giornali da controllare ...Ma oggi che ho ottenuto tutto questo, la mia vita mi sembra vuota. Davvero non c'e' altro? Certo che c'e' dell'altro, ci siamo noi stessi. Oggi il mio desiderio e' quello di essere, voglio essere ricco dentro, voglio essere apprezzato per cio' che sono, non piu' per quello che ho. Oggi, fra "essere" e "avere", non ho piu' dubbi, scelgo l'essere. Anzi, ne prendo due.

(Corrado Guzzanti - "Il libro de Kipli")

giovedì 13 novembre 2008

Lo spirito afflitto


Lo spirito afflitto trova pace solo in unione a uno spirito a lui simile.
I due convergono nell'affetto, come uno straniero si rallegra a vedere un altro straniero in una terra lontana. I cuori che si uniscono per mezzo del dolore non saranno separati dalla gloria della gioia. L'amore lavato dalle lacrime rimane eternamente puro e bello.

(Kahlil Gibran)