giovedì 28 luglio 2011
Il Nazareno
Il Nazareno non era un debole! Era forte, ed è forte!
Ma la gente si rifiuta di capire il vero significato della forza.
Gesù non ha vissuto una vita timorosa, né è morto soffrendo o lamentandosi…
Ha vissuto da Maestro. E’ stato crocefisso come un Crociato.
E’ morto con un eroismo che ha spaventato i suoi persecutori e assassini.Gesù non era un uccello dalle ali spezzate. Era un’impetuosa tempesta che spezza le ali distorte.
Non temeva né persecutori né nemici. Non ha sofferto davanti ai suoi assassini.
Era libero, coraggioso e audace. Ha sfidato i despoti e gli oppressori.
Ha visto le pustole purulenti e le ha estirpate … Ha imbavagliato il Male, ha schiacciato la falsità, ha soffocato la malignità.
Gesù non è giunto dal cuore del cerchio di Luce per distruggere le dimore umane e costruire sulle loro rovine conventi e monasteri. Non ha convinto l’uomo forte a farsi monaco o prete, ma è venuto su questa terra per propagare uno Spirito novello, con il potere di minare le fondamenta di ogni monarchia fondata sulle ossa e crani umani … E’ venuto per distruggere i palazzi maestosi, edificati sulle tombe dei deboli, per abbattere gli idoli eretti sui corpi dei poveri.
Gesù non ci è stato inviato per insegnare al popolo come costruire sontuose chiese e magnifici templi in mezzo a capanne fredde e fatiscenti e tristi tuguri …
E’ venuto per trasformare in tempio il cuore dell’uomo, in altare la sua anima ed in sacerdote il suo Spirito.
Questa è stata la missione di Gesù di Nazareth, e questi sono gli insegnamenti per i quali è stato crocefisso.
Se l’umanità fosse saggia, sorgerebbe e canterebbe a squarciagola un inno di conquista e di trionfo.
Estratto sul Cristo di Khalil Gibran
da “I segreti del cuore”
venerdì 24 giugno 2011
FRASI PER RIFLETTERE
aiutarlo a trovare la risposta dentro se stesso.
(Galileo Galilei)
La verità è una terra sconosciuta.
(Frederich Nietzshe)
La conoscenza arriva, ma la saggezza rimane.
(Alfred Tennyson)
Tutto ciò che occorre lo trovi
in te stesso.
(Fun Chang)
Tutto deriva dall’amore, anche quando non sembra.
(Anonimo)
In realtà non distruggo un nemico, quando
lo converto in mio amico?
(Abraham Lincoln)
Per essere soddisfatto con le cose semplici,
bisogna avere un’anima grande.
(Arthur Graf)
Nessuno può farti sentire
inferiore senza il tuo consenso.
(Eleanor Roosevelt)
Tutte le battaglie, comprese quelle che perdiamo,
servono ad insegnarci qualcosa.
(Paulo Coelho)
L’incontro fra due personalità è come il contatto fra due
sostanze chimiche: se c’è una reazione, entrambe si
trasformano.
(Carl G. Jung)
Nessun uomo è un’isola completa in se stessa;
ogni uomo è un frammento del continente.
(John Donne)
L’allegria e la sofferenza sono inseparabili,
arrivano insieme e quando una si siede al tuo tavolo,
ricorda che l’altra sta dormendo nel tuo letto.
(Khalil Gibran)
giovedì 13 gennaio 2011
Gioia e Dolore
Ed egli rispose:
La vostra gioia è il vostro dolore senza la maschera.
E il pozzo da cui scaturisce il vostro riso fu spesso pieno delle vostre lacrime.
E come potrebbe essere diversamente? Quanto più penetra e scava il dolore dentro di voi, tanta più gioia potrete contenere.
La coppa che contiene il vostro vino non è la stessa coppa che fu bruciata nel forno del vasaio?
E non è il liuto che accarezza il vostro animo il legno stesso scavato dai vostri coltelli?
Quando siete gioiosi, guardate a fondo nel vostro cuore e vedrete che solo quello che vi ha dato dolore vi dà ora gioia: Quando siete dolenti, guardate ancora nel vostro cuore, e vedrete che state in realtà piangendo per quello che vi ha dato diletto.
Alcuni di voi dicono: «La gioia è più grande del dolore», ed altri dicono, «No, il dolore è più grande». Ma io vi dico che essi sono inseparabili.
Essi giungono insieme, e quando l'uno siede con voi alla vostra mensa, ricordate che l'altro dorme sul vostro letto. In verità, siete come bilance oscillanti tra il dolore e la gioia.
Soltanto quando siete svuotati, siete fermi e bilanciati.
Quando il tesoriere vi solleva per pesare l'oro e l'argento,
necessariamente gioia o dolore dovranno alzarsi o ricadere.
Tratto da “Kahlil Gibran, Il profeta”
(Newton Compton Editori)
venerdì 29 maggio 2009
L'Insegnamento
Nessun uomo può rivelarvi nulla,
del suo sapere, ma vi guiderà piuttosto verso la soglia
della vostra propria mente.
L'astronomo può dirvi ciò che egli sa dei grandi spazi,
l'orecchio che ferma quel ritmo né la voce che lo riecheggia.
E chi è versato nella scienza dei numeri può descrivervi i mondi
del peso e della misura, ma non potrà guidarvi colà, poiché la visione
di un uomo non presta le proprie ali ad un altro uomo.
E come ognuno di voi è solo davanti all'occhio conoscitivo di Dio,
così ognuno di voi deve essere solo nella sua conoscenza
di Dio e nella sua conoscenza della terra.
giovedì 13 novembre 2008
Lo spirito afflitto
Lo spirito afflitto trova pace solo in unione a uno spirito a lui simile.
I due convergono nell'affetto, come uno straniero si rallegra a vedere un altro straniero in una terra lontana. I cuori che si uniscono per mezzo del dolore non saranno separati dalla gloria della gioia. L'amore lavato dalle lacrime rimane eternamente puro e bello.
(Kahlil Gibran)
mercoledì 30 luglio 2008
Preghiera d'Amore
(Khalil Gibran)
giovedì 15 maggio 2008
Un uomo oppresso
Un uomo si sentiva perennemente oppresso dalle difficoltà della vita e se ne lamentò con un famoso maestro di spirito.'Non ce la faccio più! Questa vita mi è insopportabile'. Il maestro prese una manciata di cenere e la lasciò cadere in un bicchiere pieno di limpida acqua da bere che aveva sul tavolo, dicendo:'Queste sono le tue sofferenze'.Tutta l'acqua del bicchiere s'intorbidì e s'insudiciò. Il maestro la buttò via. Il maestro prese un'altra manciata di cenere, identica alla precedente, la fece vedere all'uomo, poi si affacciò alla finestra e la buttò nel mare. La cenere si disperse in un attimo e il mare rimase esattamente com'era prima.'Vedi?' spiegò il maestro. 'Ogni giorno devi decidere se essere un bicchiere d'acqua o il mare'. Troppi cuori piccoli, troppi animi esitanti, troppe menti ristrette e braccia rattrappite. Una delle mancanze più serie del nostro tempo è il coraggio. Non la stupida spavalderia, la temerarietà incosciente, ma il vero coraggio che di fronte ad ogni problema fa dire tranquillamente:'Da qualche parte certamente c'è una soluzione ed io la troverò'.






