giovedì 26 novembre 2009

Nel silenzio vivo


Il silenzio è mitezza
quando non rispondi alle offese,
quando non reclami i tuoi diritti,
quando lasci la tua difesa a Dio.

Il silenzio è misericordia
quando non infierisci sule colpe dei fratelli,
quando dimentichi senza frugare nel passato
quando il tuo cuore non condanna, ma perdona.

Il silenzio è pazienza
quando soffri senza lamentarti,
quando non cerchi d'esser consolato, ma consoli,
quando attendi che il seme germogli lentamente.

Il silenzio è umiltà
quando accogli nel segreto il dono di Dio,
quando non opponi resistenza all'arroganza,
quando lasci ad altri la gloria ed il merito.

Il silenzio è fede
quando ti fermi a contemplare il suo volto,
quando ascolti la sua presenza nella bufera,
quando taci, perchè egli parli al tuo cuore.

Il silenzio è adorazione
quando non chiedi il "perchè" nella prova,
quando t'immergi nella Sua volontà,
quando dici: "Tutto è compiuto".


(P. Frederick William Faber)

lunedì 26 ottobre 2009

Non lamentarti



Non incolpare nessuno,
non lamentarti mai di nessuno,
di niente,
perché in fondo Tu
hai fatto quello che volevi nella vita.

Accetta la difficoltà di costruire te stesso
ed il valore di cominciare a correggerti.
Il trionfo del vero uomo
proviene delle ceneri del suo errore.

Non lamentarti mai della tua solitudine
o della tua sorte, affrontala
con valore e accettala.
In un modo o in un altro è il risultato
delle tue azioni e la prova
che Tu sempre devi vincere.

Non amareggiarti del tuo fallimento
né attribuirlo agli altri.

Accettati adesso o
continuerai a giustificarti come un bimbo.
Ricordati che qualsiasi momento
è buono per cominciare e che nessuno é
così terribile per cedere.

Non dimenticare che la causa del tuo presente
é il tuo passato,
come la causa del tuo futuro sarà il tuo presente.

I tuoi problemi, senza alimentarli, moriranno.
Impara a nascere dal dolore e ad essere piú grande,
che è il più grande degli ostacoli.

Guarda te stesso allo specchio
e sarai libero e forte e finirai di essere
una marionetta delle circostanze,
perché tu stesso sei il tuo destino.

Alzati e guarda il sole nelle mattine
e respira la luce dell’alba.
Tu sei la parte della forza della tua vita.
Adesso svegliati,
combatti, cammina, deciditi e
trionferai nella vita;
Non pensare mai al destino,
perché il destino è il pretesto dei falliti.


(Pablo Neruda)

giovedì 8 ottobre 2009

Ti ho incontrato!


Dio...

Ho passato tanto tempo, cercandoti, non sapevo
dove fossi, guardavo l'infinito e non ti vidi.

Pensavo tra me, ...sarà che tu esisti?

Non contento continuai nella ricerca.

Ho tentato d'incontrarti nelle religioni
e nei templi, anche li non stavi.
Ti ho cercato attraverso i sacerdoti e pastori,
ma ancora non t'incontrai.

Mi sentivo solo, vuoto, disperato e miscredente.
In quello stato, ti ho offeso, e nell'offesa
sono caduto, mi sentii molto debole.

Così ho cercato aiuto, fui soccorso da amici.
Negli amici ho trovato conforto e comprensione,
vidi allora nascere l'amore.
Con questo amore ho visto nascere un mondo nuovo.
E in questo nuovo mondo che ho deciso di vivere.

Così ho deciso di donare.
Donando alcune cose ne ho ricevute molte altre.
Mi sono sentito molto felice, e incontrai la pace.
Avendo la pace ebbe fine la mia cecità.

Avevo capito che Tu eri dentro di me.

E'senza cercarti che ti ho incontrato.



N o n t i s c o r d a r e m a i!

Dio stà sempre al tuo fianco.
Confida in Lui e tutto farà!

martedì 1 settembre 2009

La vita non è uno scherzo


La vita non è uno scherzo.
Prendila sul serio
come fa lo scoiattolo, ad esempio,
senza aspettarti nulla
dal di fuori o nell'aldilà.
Non avrai altro da fare che vivere.

La vita non è uno scherzo.
prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che messo contro un muro,
ad esempio, le mani legate,
o dentro un laboratorio
col camice bianco e grandi occhiali,
tu muoia affinché vivano gli uomini
gli uomini di cui non conoscerai la faccia,
e morrai sapendo che nulla é più bello,
piu' vero della vita.

Prendila sul serio
ma sul serio a tal punto
che a settant'anni, ad esempio,
pianterai degli ulivi
non perché restino ai tuoi figli
ma perché non crederai alla morte
pur temendola,
e la vita peserà di più sulla bilancia.

(Nazim Hikmet)

lunedì 10 agosto 2009

Sussurri per voi


L'uomo sussurrò: "Dio, parlami!" ....
ed un'allodola cantò.
Ma l'uomo non la sentì

Allora l'uomo gridò: "Dio, parlami!" ....
ed il tuono rumoreggiò nel cielo.
Ma l'uomo non l'ascoltò.

L'uomo si guardò intorno ed implorò:
"Dio, lascia che io ti veda!"....
ed una stella risplendette luminosa.
Ma l'uomo non la vide.

Poi l'uomo disse: "Dio, mostrami un miracolo!" ....
e nacque una nuova vita.

Ma l'uomo non se ne accorse.
Infine, l'uomo, disperato, gridò: "Dio,
toccami e fammi sapere che ci sei!"
Al ché Dio si chinò e toccò l'uomo.
Ma l'uomo scacciò la farfalla e si allontanò

Ritengo che questo sia uno splendido modo per
ricordare che Dio è sempre accanto a noi
nelle piccole e semplici cose che diamo per
scontate .. anche nella nostra era elettronica.
Così, aggiungerei ancora una cosa:
L'uomo implorò: "Dio ho bisogno del tuo aiuto!" ...
ed arrivò un'email con buone notizie
e parole d'incoraggiamento.
Ma l'uomo la cancellò e continuò a piangere.

Non perdetevi una benedizione soltanto perché
non vi viene presentata come vorreste.
Guardatevi invece intorno con consapevolezza
e scoprirete Dio in ogni cosa!


(James Tipton)

lunedì 13 luglio 2009

Come trovare Dio

Una piccola storia per l’anima

Come trovare Dio

Un discepolo andò dal suo maestro e gli disse:
"Maestro, voglio trovare Dio".
Il maestro sorrise. E siccome faceva molto caldo,
invitò il giovane ad accompagnarlo a fare un bagno nel fiume.
Il giovane si tuffò, e il maestro fece altrettanto.
Poi lo raggiunse e lo agguantò, tenendolo a viva forza sott'acqua.
Il giovane si dibattè alcuni istanti, finché il maestro lo lasciò
tornare a galla. Quindi gli chiese cosa avesse più desiderato mentre
si trovava sott'acqua. "L'aria", rispose il discepolo.
"Desideri Dio allo stesso modo?"gli chiese il maestro.
"Se lo desideri così, non mancherai di trovarlo.
Ma se non hai in te questa sete ardentissima,
a nulla ti gioveranno i tuoi sforzi e i tuoi libri.
Non potrai trovare la fede, se non la desideri
come l'aria per respirare.

(autore a me sconosciuto)

venerdì 3 luglio 2009

La felicità nascosta


Non siete giustificati d'essere tristi quando la vostra tristezza
è dovuta a motivi egoistici. Mi direte di avere valide ragioni
per essere infelici, perché incontrate solo fallimenti e non
vedete un vero avvenire davanti a voi.
Ebbene, vedete male: i giorni si susseguono e non si rassomigliano,
e anche se oggi il sole è nascosto dalle nubi, domani lo vedrete sorgere e tutto vi sorriderà.
«Sì - diranno alcuni - ma io sono già vecchio. Cosa posso sperare?»

Non sapete che un giorno tornerete di nuovo sulla terra come un bambino a cui tutte le speranze sono permesse e che ricomincerete una nuova vita, arricchita delle esperienze del passato?

Un altro si lamenta: «Ero ricco e ho perduto tutto!»
Ma potrete riguadagnare quelle ricchezze,
chi ve lo impedisce? «Ho perduto degli esseri che amavo.»

Se li avete amati veramente, li ritroverete.

Esistono risposte a tutti gli argomenti che la tristezza vi presenta.
Non bisogna sempre insistere sulla debolezza, sul dispiacere,
sulla fatica, sui fallimenti, sulle perdite.
Tutto si risolve quando si chiamano in aiuto l'amore,
la saggezza e la verità.

(Omraam Mikhaël Aïvanhov)

sabato 13 giugno 2009

Sull’importanza del “no”


"Può darsi che Hitler abbia perduto la guerra sul campo di battaglia, ma alla fine ha ottenuto qualcosa", dice M. Halter. "Perché l’uomo del XX secolo ha creato il campo di concentramento e risuscitato la tortura, e ha insegnato ai suoi simili che è possibile chiudere gli occhi davanti alle disgrazie degli altri".

Forse ha ragione lui: ci sono bambini abbandonati, civili massacrati, innocenti nelle carceri, vecchi soli, ubriachi sui bordi delle strade, folli al potere.

Ma forse non ha affatto ragione: ci sono anche i guerrieri della luce, che non accettano mai ciò che è inaccettabile.

Le parole più importanti in tutte le lingue sono parole brevi. "Sì", per esempio. Amore. Dio. Sono parole che si pronunciano con facilità e riempiono gli spazi vuoti nel nostro mondo.

Esiste invece una parola – anch’essa molto breve – che abbiamo difficoltà a pronunciare. “No”.

E crediamo di essere generosi, comprensivi, educati. Perché il "no" ha fama di essere maledetto, egoista, poco spirituale.

Ma, attenzione. Ci sono momenti in cui, dicendo "sì" agli altri, stai dicendo "no" a te stesso.

Tutti i grandi uomini e donne del mondo sono persone che, più che dire "sì", hanno detto un NO chiaro e tondo a tutto ciò che non si confaceva con un ideale di bontà e di crescita.

I guerrieri della luce si riconoscono dallo sguardo. Essi si trovano nel mondo, fanno parte del mondo, e nel mondo sono stati inviati senza bisaccia e senza sandali. Spesse volte sono vigliacchi. Non sempre agiscono nel modo giusto.

I guerrieri della luce soffrono per delle stupidaggini, si preoccupano di cose meschine, si giudicano incapaci di crescere. I guerrieri della luce di tanto in tanto si credono indegni di qualsiasi benedizione o miracolo.

I guerrieri della luce frequentemente si domandano che cosa stiano facendo qui. Tante volte pensano che la loro vita non abbia un senso.

Per questo sono guerrieri della luce. Perché sbagliano. Perché si pongono domande. Perché continuano a ricercare un senso. Ma, soprattutto, perché hanno la capacità di dire “no” quando si trovano davanti a cose che non possono accettare.

Tante volte possiamo essere definiti intolleranti, ma è importante aprirsi e lottare contro tutto e contro tutte le circostanze, se ci si trova davanti a un’ingiustizia o a una crudeltà. Nessuno può accettare che, alla fine, Hitler abbia stabilito un modello che può essere replicato perché le persone sono incapaci di protestare. E per rafforzare questa lotta, è bene non dimenticare le parole di John Bunyan, autore del classico “Pilgrim’s Progress”:

“Benchè sia passato per tutto ciò che ho passato, non mi pento dei problemi in cui mi sono trovato coinvolto – perché sono stati essi a condurmi dove desideravo arrivare. Ora, ormai prossimo alla morte, tutto ciò che possiedo è questa spada, e la consegno a tutti coloro che desiderano proseguire nella propria peregrinazione”.

“Porto con me i segni e le cicatrici dei combattimenti – essi sono le testimonianze di ciò che ho vissuto e le ricompense di ciò che ho conquistato. Sono questi segni e queste cicatrici amate che mi apriranno le porte del Paradiso”.

“Ci fu un’epoca in cui ho vissuto ascoltando storie di coraggio. Ci fu un’epoca in cui ho vissuto perché avevo bisogno di vivere. Ma ora vivo perché sono un guerriero, e perché voglio, un giorno, trovarmi in compagnia di Colui per il quale ho tanto lottato”.

Insomma, le cicatrici sono necessarie quando lottiamo contro il Male Assoluto, o quando abbiamo bisogno di dire “no” a tutti coloro che, a volte con la migliore delle intenzioni, cercano di ostacolare il nostro cammino in direzione dei sogni.

(Il Guerriero della Luce)

venerdì 29 maggio 2009

L'Insegnamento


Nessun uomo può rivelarvi nulla, 
se non quello che già sonnecchia nell'alba della vostra conoscenza.
 
Il maestro che cammina all'ombra del tempio tra i suoi discepoli 
non offre il suo sapere ma piuttosto la sua fede e il suo amore. 
Se egli è saggio non vi inviterà ad entrare nella dimora
del suo sapere, ma vi guiderà piuttosto verso la soglia
della vostra propria mente. 

L'astronomo può dirvi ciò che egli sa dei grandi spazi, 
ma non può dare a voi la sua conoscenza. 
Il musico può cantarvi del ritmo che è nell'aria, ma non può darvi
l'orecchio che ferma quel ritmo né la voce che lo riecheggia.

E chi è versato nella scienza dei numeri può descrivervi i mondi
del peso e della misura, ma non potrà guidarvi colà, poiché la visione
di un uomo non presta le proprie ali ad un altro uomo. 

E come ognuno di voi è solo davanti all'occhio conoscitivo di Dio,
così ognuno di voi deve essere solo nella sua conoscenza
di Dio e nella sua conoscenza della terra.


(Tratto da “Kahlil Gibran, Il profeta” Newton-Compton Editori)

giovedì 7 maggio 2009

Uomo del mio tempo


Sei ancora quello della pietra e della fionda, 
Uomo del mio tempo. Eri nella carlinga, 
Con le ali maligne, le meridiane di morte, 
-T'ho visto-dentro il carro di fuoco, alle forche, 
Alle ruote di tortura. T'ho visto: eri tu, 
Con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio, 
Senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora, 
Come sempre, come uccisero i padri, come uccisero 
Gli animali che ti videro per la prima volta. 
E questo sangue odora come nel giorno 
Quando il fratello disse all'altro fratello: 
"Andiamo ai campi." E quell'eco fredda, tenace, 
È giunta fino a te, dentro la tua giornata. 
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue 
Salite dalla terra, dimenticate i padri: 
Le loro tombe affondano nella cenere, 
Gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.

(Salvatore Quasimodo)